Il Tempio dell'Esoterismo

domande sull'alchimia

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    ulissa
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    00 11/4/2009 6:22 AM
    Cari Amici,
    continuiamo a dire che le strade sono tutte uguali e tutte portano all'"unione", ma io porrei l'accento sul fatto che ognuno può fermarsi ad uno stadio della realizzazione in quanto è lì che pensa sia la meta.
    Nella realizzazione metafisica, i fenomeni e la conseguente ricerca dei poteri è un ostacolo e se ci si lascia affascinare la ricerca prende tutta un altra strada: le arti magiche come un fine e non come un mezzo. Per esempio nello yoga, la respirazione e la profonda meditazione portano ad assistere a dei fenomeni, ma non è questo il loro scopo e se si vuole giungere all'unione questi fenomeni vanno semplicemente ignorati non dando loro importanza. Tutto ciò che è fenomeno è di ordine fisico e la metafisica va al di là.

    La ritualità della messa come della preghiera, è un mezzo per avere contatto con lo Spirito e quindi per armonizzarsi, un rituale di fertilità ha per fine un fenomeno.
    Non dico che sia sbagliato o giusto ma che si deve aver chiara qual'è la "realizzazione" a cui si tende.

    x Dragon
    il basso e come l'alto e l'alto è come il basso... sì, ma capovolto [SM=g1488771]
    Rita
    _______________________________________
    un viaggio di scoperta non consiste nel guardare nuovi paesaggi ma nell'avere nuovi occhi
    [SM=x113293] Coccò amazzone - [SM=x113301] Camilla cacatua - [SM=x113311] Polly cenerino
    - [SM=x113298] Quaqua - [SM=x113298] Formaggino ara nobilis
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    elyna.luna
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    00 11/6/2009 12:09 PM
    Re:
    ulissa, 04/11/2009 6.22:

    Cari Amici,
    continuiamo a dire che le strade sono tutte uguali e tutte portano all'"unione", ma io porrei l'accento sul fatto che ognuno può fermarsi ad uno stadio della realizzazione in quanto è lì che pensa sia la meta.
    Nella realizzazione metafisica, i fenomeni e la conseguente ricerca dei poteri è un ostacolo e se ci si lascia affascinare la ricerca prende tutta un altra strada: le arti magiche come un fine e non come un mezzo. Per esempio nello yoga, la respirazione e la profonda meditazione portano ad assistere a dei fenomeni, ma non è questo il loro scopo e se si vuole giungere all'unione questi fenomeni vanno semplicemente ignorati non dando loro importanza. Tutto ciò che è fenomeno è di ordine fisico e la metafisica va al di là.

    La ritualità della messa come della preghiera, è un mezzo per avere contatto con lo Spirito e quindi per armonizzarsi, un rituale di fertilità ha per fine un fenomeno.
    Non dico che sia sbagliato o giusto ma che si deve aver chiara qual'è la "realizzazione" a cui si tende.

    x Dragon
    il basso e come l'alto e l'alto è come il basso... sì, ma capovolto [SM=g1488771]



    non credo, semplicemente perchè chi intraprende una determinata via sa benissimo che è una ricerca continua.. per riscoprirsi, e riscoprire.. fermarsi ? ci fermiamo ad alcune "step".. ma la meta sappiamo che non è cosi facile da raggiungere... la consapevolezza vera.. quel qualcosa che ci spinge verso l'eterno, non lo puoi certo trovare dopo che la tua ricerca è durata qualche schiocco di dita.. e poi perchè mai fermarsi?.. dopo la prima meta ce ne può sempre essere una seconda e cosi via... [SM=g8429]

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    ulissa
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    00 11/7/2009 5:24 AM
    Elyna,
    in effetti mi sono spiegata male.
    Non volevo intendere fermarsi nella ricerca, ma nel percorso di realizzazione metafisica, indirizzando la ricerca verso una strada diversa che molto probabilmente non porterà a quella realizzazione ma all'approfondimento di un aspetto particolare. Anche in questo caso ci sono delle mete da raggiungere che però appartengono all'ambito della fisica e cioè al mondo delle forme.
    Rita
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    un viaggio di scoperta non consiste nel guardare nuovi paesaggi ma nell'avere nuovi occhi
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    M. di Caraba
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    00 11/9/2009 5:34 PM
    realizzazioni

    "La loro vita non era spesa in leggi, statuti o regole, ma secondo il loro piacere
    e libera volontà. Si alzavano dal letto quando pensavano fosse il momento giusto;
    mangiavano, bevevano, lavoravano quando ne avevano voglia o vi si sentivano disposti.
    Nessuno li svegliava, nessuno li costringeva a mangiare, bere o fare qualsiasi altra
    cosa; perché così aveva stabilito Gargantua. In tutte le loro regole c'era una sola
    clausola da osservare:

    FAI CIO' CHE VUOI.

    Poiché gli uomini che sono liberi, riposati e ben nutriti, e frequentano compagnie
    oneste, hanno uno sprone e un istinto naturale che li spinge verso azioni virtuose,
    li trattiene dal vizio, ed è chiamato onore..."

    (Francois Rabelais - "La vie très horrifique du grand Gargantua")

    Cari Amici,
    riporto questo stralcio qui perchè il momento era propizio, come si direbbe a Don Patrizio. [SM=g10094] [SM=g9371]

    E poi perchè Rabelais venne considerato un alchimista dai vari Fulcanelli e Canseliet
    grazie ai suoi racconti "orrifici". In francese horrifique suona molto simile ad aurifique
    ossia "aurifico" che è un aggettivo proprio a ciò che ha il potere di produrre dell'oro o
    di cambiare qualcosa in oro; virtù che gli alchimisti attribuivano alla loro polvere di proiezione.

    Eh... salute a tutti

    MdC
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